Sono le nove di sera, il bambino ha ancora mille domande e voi avete mille cose da fare. Lo portate a letto: due pagine di un libro, la luce bassa, la buonanotte. Sembra un gesto da niente. Ma che cosa può restare, anni dopo, di un rituale così piccolo?

Se lo sono chiesto Carol Duh-Leong e colleghi in uno studio pubblicato nel 2024 sull’American Journal of Health Promotion. Hanno analizzato i dati della ricerca Future of Families, che segue bambini di 20 grandi città statunitensi in famiglie con svantaggio socioeconomico: 2.943 bambini, osservati dai 3 ai 15 anni. A 3 anni i ricercatori hanno guardato tre abitudini: la routine della buonanotte, i pasti in famiglia e la lettura quotidiana.

I risultati sono interessanti. Chi aveva una routine della buonanotte a 3 anni aveva più probabilità di averla ancora a 15 (odds ratio aggiustato 1,34) e di riferire una salute eccellente in adolescenza (1,42). Anche i pasti in famiglia e la lettura quotidiana tendevano a ripetersi nel tempo, con associazioni più modeste. Le routine a 15 anni, inoltre, risultavano collegate a una migliore salute generale e al benessere psicologico.

Va detto con onestà che si tratta di un’analisi secondaria di dati osservazionali, su famiglie con svantaggio socioeconomico e con misure riferite. Lo studio non dimostra che il rituale della buonanotte produca salute: le famiglie che riescono a mantenere le routine possono avere anche altre risorse. Gli autori parlano di associazioni e suggeriscono di promuovere le routine nella prima infanzia come strategia basata sui punti di forza delle famiglie.

Che cosa possiamo farne? Niente di grandioso. Il valore di una routine sta nella semplicità: poche cose, sempre alla stessa ora, con la stessa cura. Scegliete un solo rituale: due pagine lette prima di dormire, una domanda sulla giornata a cena, una canzone in macchina. Se un giorno salta, non è un fallimento: il giorno dopo si ricomincia. E se i figli sono più grandi, si può adattare il rito a ciò che oggi li fa stare bene, magari coinvolgendoli nella scelta.

Un gesto piccolo, ripetuto con affetto, costruisce un luogo sicuro dove tornare. E voi, quale routine dell’infanzia vi è rimasta e vi fa ancora stare bene? Scrivetemelo nei commenti: sono curiosa di leggere le vostre storie.

Fonti

  • Duh-Leong C., Anyigbo C., Canfield C., Pierce K., Fierman A., Yo K., Fuller A. (2024). Early Childhood Routines and Adolescent Health & Well-Being: Associations From a US Urban Cohort of Children With Socioeconomic Disadvantage. American Journal of Health Promotion. Scheda: Future of Families and Child Wellbeing Study, Princeton University (ffcws.princeton.edu).

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Avatar Floriana Missori

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