Sono le otto di sera, la cena è in tavola. Una notifica di lavoro vibra e, quasi senza pensarci, la mano va al telefono. Succede a quasi tutti: genitori, nonni, zii. Ma che cosa vedono i ragazzi quando lo schermo si accende al posto del nostro sguardo?
Se lo sono chiesti Jinghui Zhang e colleghi in una meta-analisi pubblicata nel gennaio 2025 sul Journal of Medical Internet Research. Hanno riunito 53 studi, con circa 60.500 partecipanti sotto i 22 anni e un’età media di quasi 14 anni, e hanno esaminato la «tecnointerferenza» (in inglese technoference): le interruzioni che i dispositivi dei genitori provocano nel tempo passato con i figli. Poi hanno guardato il legame con l’uso problematico dei media digitali da parte dei ragazzi.
Il risultato è un’associazione di intensità media (r = 0,30). In parole semplici: i ragazzi che riferiscono più interruzioni da parte dei genitori tendono anche a mostrare un uso più problematico dei media digitali. L’associazione è risultata un po’ più forte quando si distraggono entrambi i genitori (r = 0,31) rispetto al solo padre o alla sola madre (circa 0,21), e non sono emerse differenze legate all’età o al genere dei ragazzi.
Come sempre, serve prudenza. La maggior parte degli studi (46 su 53) è trasversale, cioè fotografa un solo momento, e 50 su 53 sono stati condotti in Cina: i risultati potrebbero non valere allo stesso modo in ogni Paese. La variabilità tra gli studi è molto alta. Soprattutto si tratta di correlazione: i dati non dimostrano che sia il telefono dei genitori a causare l’uso problematico nei figli, e gli stessi autori chiedono studi sperimentali.
Che cosa farne, senza sensi di colpa? Il telefono serve, anche per lavorare e restare in contatto: il punto è dove e quando. Si può scegliere un momento al giorno senza schermi, come la cena, il tragitto in auto o i primi dieci minuti dopo la scuola. Mettere il cellulare in un’altra stanza è un segnale semplice: «adesso ci sei tu». E se proprio dovete rispondere, dirlo ad alta voce («un minuto, devo vedere una cosa urgente») aiuta i ragazzi a capire che cosa sta succedendo. Gli autori suggeriscono interventi che coinvolgano tutta la famiglia, con scelte condivise tra i genitori.
E voi, in quale momento della giornata provate a mettere via il telefono? Scrivetelo nei commenti: la vostra idea può servire a un’altra famiglia.
Fonti
- Zhang J., Zhang Q., Xiao B., Cao Y., Chen Y., Li Y. (2025). Parental Technoference and Child Problematic Media Use: Meta-Analysis. Journal of Medical Internet Research, 27, e57636. DOI: 10.2196/57636.
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