Il 29 ottobre 1969, alle dieci e mezza di sera, all’Università della California a Los Angeles (UCLA) il programmatore Charley Kline, del gruppo di Leonard Kleinrock, prova a collegarsi a un computer dello Stanford Research Institute (SRI), a più di cinquecento chilometri di distanza. Scrive «l», «o», «g», l’inizio della parola «login». All’altro capo, per telefono, Bill Duvall conferma: «Got the l», «Got the o». Poi il sistema si blocca e la parola intera non arriva. Circa un’ora dopo il collegamento riesce. È l’inizio di ARPANET, la rete da cui è nato Internet: all’inizio due computer, entro la fine dell’anno quattro.

Un grande inizio può dunque cominciare in piccolo, anche inciampando. Che cosa ci dice la psicologia sui primi passi? Nel 2010 Phillippa Lally e colleghi, dell’University College London, hanno pubblicato sullo European Journal of Social Psychology uno studio su come si formano le abitudini. Novantasei volontari hanno scelto un comportamento quotidiano (legato al mangiare, al bere o a un’attività) da ripetere ogni giorno nello stesso contesto per dodici settimane, valutando di giorno in giorno quanto fosse diventato automatico.

Il tempo necessario per arrivare al 95% del massimo di automaticità è andato da 18 a 254 giorni a seconda della persona, e saltare una singola occasione non ha cambiato in modo sostanziale il percorso. Più la ripetizione era costante, meglio il modello descriveva i dati.

Attenzione a non andare oltre: è uno studio piccolo, su abitudini semplici; il modello si adattava bene a 39 dei 62 partecipanti analizzati, e lo studio non parla di ARPANET né dice che «inciampare» faccia sempre bene. Mostra che, in quel campione, una dimenticanza isolata non ha fatto crollare l’abitudine, e che i tempi sono molto diversi da persona a persona.

Un suggerimento nostro, non dello studio: scegliete un primo passo così piccolo da risultare quasi ridicolo (due minuti), legatelo a un momento preciso della giornata e ripetetelo. Se un giorno salta, non ricominciate da zero: riprendete dal giorno dopo, come i due ricercatori che, dopo la L e la O, hanno riprovato.

E voi, quale piccolo primo passo state rimandando? Scrivetelo nei commenti: dirlo ad alta voce è già un inizio.

Fonti

  • Lally P., van Jaarsveld C.H.M., Potts H.W.W., Wardle J. (2010). How are habits formed: Modelling habit formation in the real world. European Journal of Social Psychology, 40(6), 998-1009, DOI 10.1002/ejsp.674.
  • ICANN, «The First Message Transmission» (blog, 29 ottobre 2019), per la cronaca del primo messaggio ARPANET del 29 ottobre 1969.

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