Stanotte è Halloween, la notte in cui giochiamo con la paura della morte. Michel de Montaigne, filosofo francese del Cinquecento, ci ha pensato a lungo. Nei suoi «Saggi» c’è un capitolo intitolato «Che filosofare è imparare a morire», ispirato a Cicerone e agli antichi: secondo lui, abituarsi a quel pensiero toglie alla morte un po’ della sua estraneità.
Ma negli ultimi saggi Montaigne cambia tono. Scrive, in sostanza, che se non sappiamo morire non dobbiamo preoccuparcene: ci penserà la natura, al momento giusto. E aggiunge che il nostro grande capolavoro è vivere a proposito, cioè dare a ogni cosa il suo tempo e godere con lealtà del nostro essere. È un invito alla presenza.
E la scienza che cosa dice dell’essere presenti? Nel 2010 Matthew Killingsworth e Daniel Gilbert, di Harvard, hanno pubblicato su Science lo studio «A wandering mind is an unhappy mind». Con un’app per iPhone hanno interrogato in momenti casuali 2.250 adulti, raccogliendo circa 250.000 risposte. Risultato: la mente vagava per il 46,9% del tempo, e quando vagava le persone si dichiaravano in media meno felici. Dove si trovava la mente spiegava circa il 10,8% delle variazioni di felicità, mentre l’attività svolta ne spiegava circa il 4,6%.
Attenzione a non andare oltre: sono dichiarazioni dei partecipanti, raccolte su un campione che usava un’app; le analisi temporali suggeriscono che il vagare precede l’infelicità, ma non dimostrano una causa certa, e lo studio non dice che divagare sia sempre dannoso (può anche servire a pianificare o a creare). Non parla, naturalmente, di Montaigne: l’accostamento è nostro.
Un suggerimento nostro, non dello studio: stasera, mentre vi divertite con zucche e travestimenti, dedicate cinque minuti a una cosa sola, senza pensare ad altro. Una tazza calda, una persona, un respiro. Quando la mente scappa, riportatela con gentilezza.
E voi, che cosa fate quando volete esserci davvero, qui e ora? Scrivetelo nei commenti: il vostro trucco può servire a qualcun altro.
Fonti
- Killingsworth M.A., Gilbert D.T. (2010). A wandering mind is an unhappy mind. Science, 330(6006), 932, DOI 10.1126/science.1192439.
- Michel de Montaigne, Saggi: «Che filosofare è imparare a morire» (libro I) e gli ultimi saggi del libro III. Le citazioni del libro III sono riportate nel senso, a partire dalle traduzioni correnti: verificate il testo sull’edizione che preferite.
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